Storia e Tradizione

Storia della stufa in maiolica

 

storia dell stufa in maiolicaIl mondo della ceramica è antichissimo e la sua evoluzione parte dal cotto dei tempi preistorici. In particolare, il mondo della stufa in maiolica, di cui si ha traccia fin dalla civiltà Assiro-Babilonese, trovò la sua applicazione nei rivestimenti di muri interni alle abitazioni ma anche, come nel caso delle mura di Babilonia, all’esterno.

 

Ma uno degli aspetti più interessanti e particolari è l’utilizzazione della maiolica nel rivestimento e struttura delle stufe. I forni dell’età delle palafitte, antenati delle stufe attuali, sono stati ritrovati negli scavi eseguiti nel Tirolo e nelle regioni vicine. Il termine stufa deriva dal latino “extufare” riscaldare.

 

La stufa tirolese e, soprattutto quella prodotta in Trentino, costituisce il modello più primitivo e semplice della grande famiglia delle stufe che arrivarono al nord penetrando in profondità sia in Germania che in altri paesi.

 

La sua caratteristica è costituita dalla forma che può essere cilindrica, piramidale, compatta o a botte. L’elemento costruttivo e unico ornamento delle stufe in maiolica, dette a calore temperato, sono i pannelli.

 

stufa in maiolica nella storiaIn un primo tempo, sono i pannelli radianti a scodella o a pignatta smaltati, successivamente le “olle” assumono una forma sempre concava ma più piatta.

 

La maiolica ebbe grande sviluppo nel IX° secolo nella Mesopotamia a opera della dilagante cultura islamica, che la introdusse in Spagna e particolarmente nell’isola di Maiorca, dove conobbe il suo massimo sviluppo e da cui prese il nome “maiolica”.

 

 

L’evoluzione continua

 

serpentinaUnito all’innovazione dei faentini, lo stile di Sfruz è già noto nel mondo di allora e in quell’epoca, si afferma e rimane simbolo di qualità e capacità creativa. La più antica stufa in stile faentino si trova nel ‘Magno Palazzo’, residenza di Bernardo da Cles, costruita nel 1530.

 

Il principe vescovo Bernardo da Cles, consigliere di Carlo V°, amico di Erasmo da Rotterdam e di Pietro Bembo, aveva favorito la scelta di Trento come luogo del Concilio Ecumenico del 1545 e aveva dato un nuovo volto alla città, con la costruzione di chiese e palazzi dove scelse di collocare stufe artistiche in maiolica. La più significativa è quella della sala del Castello del Buon Consiglio che porta lo stemma nobiliare della Famiglia Cles e il nome di Bernardo Cles nella parte alta del fregio.

 

Dal punto di vista tecnologico l’evoluzione della stufa appare ancora più interessante. La vera innovazione tecnologica fu l’introduzione del sistema dei “giri di fumo”. Dapprima semplici serpentine che distribuivano il calore alle pareti recuperando parte dell’energia conservata dai fumi, poi sistemi sempre più complessi e raffinati di canalizzazione interna.

 

stufe-maiolica-oggiEsemplare l’opera dei baroni svedesi Cronsted e Wrede incaricati direttamente dal Re di Svezia di studiare un nuovo tipo di stufa più efficiente, studi condotti nel XVIII° secolo permeati dello spirito illuministico e razionalista che hanno dato una dignità scientifica a una tecnologia sviluppatasi empiricamente.

 

Non a caso anche il grande inventore americano Beniamino Franklin ha inventato un tipo di stufa, che ebbe larga diffusione e che porta il suo nome.

 

L’evoluzione continua della stufa non ha fatto altro che migliorare una tecnologia già ottimale.

 

Le moderne stufe ad accumulo hanno raggiunto una grado tecnico tale che un buon fumista può ripartire i volumi in modo libero costruendo ogni stufa su misura per l’ambiente e integrata con esso.